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Lettera manoscritta del
Presidente Saddam Hussein al popolo americano.
7 Luglio 2006.
In nome di Dio pietoso e
misericordioso.
“E fra i credenti vi sono
uomini che sono fedeli al patto che avevano fatto con Dio. Alcuni di
loro lo hanno osservato con la morte, altri aspettano ancora, ma il loro
atteggiamento non e’ minimamente cambiato. Dio potra’ ricompensare i
fedeli per la loro fedelta’ e punire gli ipocriti, se Egli vorra’,
oppure sara’ indulgente con loro, perche’ Dio e’ clemente e
misericordioso. E Dio ha respinto da se’ gli infedeli a causa del loro
astio, ed essi non hanno avuto alcun bene, e ha stornato dai credenti il
loro attacco. Dio e’ forte e potente”.
[Corano, 33:23-25].
Al popolo americano.
La pace sia con coloro che
credono nella pace e la desiderano, e insieme ad essa abbiano anche la
misericordia di Dio e le Sue benedizioni.
Mi rivolgo a voi con questa
lettera dal luogo ove mi trovo prigioniero, in un tentativo dettato
dalla mia responsabilita’ morale, umana e costituzionale, affinche’ non
possiate dire che nessuno si e’ rivolto a voi con un messaggio di pace
dopo l’inizio della guerra, e non ne ha confutato le cause e desiderato
la pace tanto per voi che per il nostro popolo, retto, fedele ed eroico.
E dico cio’ ignorando se i miei
fratelli e camerati che fuori da questo carcere guidano la Resistenza si
siano messi in contatto con voi, perche’ dal mio arresto fino a questo
momento i vostri capi hanno “democraticamente” impedito che alcuna
notizia mi raggiungesse attraverso la stampa, la radio e la televisione,
isolandomi completamente dal mondo e isolando il mondo da me, affinche’
nulla potessi udire o vedere di cio’ che avviene fuori dalla mia
prigione.
E’ questa il vero aspetto della
democrazia e dei diritti umani tanto sbandierati fuori dell’America?
Oppure chi vi comanda vi ha mentito su di essi? Mi riferisco alle
persone ammazzate nelle carceri, alcune di esse dalle pistole degli
stessi investigatori americani. Oppure tutto questo - o altri dettagli
che farebbero rizzare i capelli - vi e’ stato nascosto dai vostri capi
per non farvi conoscere la verita’?
Mi rivolgo comunque a voi con
questa mia lettera sperando che essa vi raggiunga e che la ascoltiate o
la leggiate. E cio’ perche’ sento il dovere di portare i fatti a
conoscenza della gente, quale che sia il suo colore o la sua
nazionalita’, perche’ questo e’ il nostro dovere verso di essa, cosi’
come essa ha il dovere verso di noi di non accettare il male.
Vi scrivo perche’ mi ha
suggerito di farlo il mio legale, l’eminente giurista e professore
Ramsey Clark. Tanto lui che il suo collega professor Curtis Dobler sono
un esempio di grande umanitarismo e ho avuto di loro un’impressione
personale molto positiva. Voglio anzi cogliere questa occasione per
rendere omaggio al loro coraggio, perche’ si sono offerti a difendermi
spontaneamente pur conoscendo i rischi che corrono nello svolgimento del
loro compito, in particolare dopo che dei criminali hanno gia’
assassinato quattro legali che mi difendevano.
Popolo americano: ho tuttora
l’impressione che i vostri governanti vi stiano ancora mentendo e non vi
abbiano detto le vere ragioni che li hanno indotti ad aggredire l’Irak.
Fin dall’inizio essi hanno ingannato non solo la comunita’
internazionale, e in particolare quella europea, ma anche gli stessi
popoli dell’America, sapendo in anticipo che i fatti erano tutto il
contrario di cio’ che essi dichiaravano. Falso e’ anche quanto essi
hanno affermato dopo che le loro menzogne sono venute alla luce, e cioe’
che li avevano tratti in inganno i loro servizi segreti e i tirapiedi
che si erano portati in Irak come loro marionette, esattamente come
hanno sempre fatto il vecchio imperialismo e i vecchi imperi del
diciannovesimo e del ventesimo secolo. Cio’ che sto affermando si basa
su molti fatti. Ecco i principali:
1 - Le commissioni di inchiesta.
Esse sono venute in Irak in nome delle Nazioni Unite e hanno perquisito
persino case private, oltre ad uffici governativi, palazzi
presidenziali, e ad ispezionare documenti governativi. Quelle
commissioni sapevano bene che l’Irak non aveva armi di distruzione di
massa, perche’ molti dei loro principali componenti erano americani e
inglesi, oltre ad avere spie e agenti volontari di altre nazionalita’.
Tutte queste persone hanno setacciato tutto l’Irak da un capo all’altro
e non hanno trovato nulla di diverso da quanto i rappresentanti del
governo iracheno avevano detto loro.
Queste ispezioni sono durate
piu’ di sette anni, e sono state effettuate oltre che a mezzo di
commissioni che hanno girato in macchina e a piedi, anche con
aerei-spia, elicotteri, e satelliti spaziali. I funzionari americani e
inglesi consideravano questa come la loro occasione storica per colpire
l’Irak e distruggere le sue legittime aspirazioni e le preziose
conquiste culturali e scientifiche cui esso era pervenuto in 35 anni. A
questo scopo essi hanno usato le informazioni raccolte dalle spie che
avevano inserito nelle commissioni di inchiesta e hanno utilizzato la
cosiddetta lotta al terrorismo cominciata dopo l’undici Settembre che
scosse l’America. Hanno imbrogliato le carte per raggiungere le mete che
gia’ si erano prefisse, e queste mete non sono quelle che essi avevano
annunciato pubblicamente all’inizio.
Essi avevano accertato che
l’ingiusto embargo non aveva distrutto la libera volonta’ dell’Irak ne’
arrestato le sue legittime aspirazioni a svilupparsi da un punto di
vista economico, culturale e scientifico, e come civilta’ in una
situazione di nuova indipendenza. Pensavano che a quell’epoca l’Irak
fosse stato vicino ad eludere l’embargo economico grazie all’aiuto di
coloro che cooperavano con l’Irak sulla base di vantaggi reciproci e dei
sentimenti di fratellanza nazionale che gli arabi hanno. I governanti
del vostro paese hanno allora pensato che fosse giunto il momento di
imporre la loro volonta’ al mondo attraverso il controllo del petrolio
del medio oriente e della sua produzione e commercio secondo vedute
nuove e con scopi nuovi (quelli dei quali abbiamo parlato nel 2003 e
prima) oltre a raggiungere una delle loro mete sioniste e a guadagnar
voti nelle elezioni. L’Iran e i suoi lacche’ hanno poi svolto una sporca
parte nel dipingere l’aggressione come seducente e nel facilitare la sua
realizzazione.
2 – Dopo che la pressione su di
loro era salita, i funzionari americani non se ne andarono; dichiararono
pero’ che i fatti erano tutto il contrario di quanto essi avevano
sostenuto prima dell’invasione del Marzo-Aprile 2003. Se essi avessero
onestamente dichiarato di essere stati ingannati sulle informazioni
ricevute e che avevano usato come copertura dell’invasione, e che,
secondo quanto avevano detto, la giustificavano a sufficienza
(dichiarando, all’epoca, che cio’ comportava rischi per la sicurezza
degli Stati Uniti), se avessero avuto questa onesta’ - dico - dopo che
essi ebbero scoperto che quelle informazioni erano menzognere avrebbero
dovuto andarsene, con tante scuse per cio’ che avevano fatto nei
confronti dell’eroico popolo iracheno, del popolo americano, e dei
popoli di tutto il mondo.
Nessun americano ha mai chiesto
al suo governo, prima della guerra, come un paese ancora arretrato come
l’Irak potesse minacciare dall’altro lato dell’Atlantico la sicurezza
dell’America, ne’ perche’ mai la volesse minacciare, giacche’ l’America
non aveva ancora violato il territorio iracheno. Se i governanti
americani volevano far valere la pretesa che le minacce irachene
riguardavano l’opposto atteggiamento dell’Irak e dell’America
sull’occupazione sionista della Palestina e di altri territori arabi, si
potrebbe rispondere che l’Irak non e’ il solo fra gli stati arabi e del
mondo intero ad avere su questo punto un atteggiamento opposto a quello
dell’America. Inoltre, chi ha autorizzato l’America ad obbligare gli
altri paesi del mondo ad adottare una politica su misura di quella
dell’America, e se non le obbediscono guai a loro, perche’ essa fara’
loro guerra? Chi puo’ dar credito agli appelli americani sulla
democrazia se l’America non accetta opinioni diverse da quelle sue
persino su punti a carattere regionale, per non parlare di quelli
internazionali?
Altra menzogna del governo
americano sono stati i pretesi legami dell’Irak con cio’ che esso chiama
terrorismo, anche se Blair disse ben chiaro che l’Irak non aveva nessun
legame col cosiddetto terrorismo e che non possedeva armi
internazionalmente vietate, obbligando cosi’ Bush a dichiarare la stessa
cosa. Nonostante tuttocio’ nessuna delle personalita’ americane in
vista ha chiesto a Bush su che genere di analisi razionale o su quali
concrete informazioni tali pretese fossero basate.
Gentili signore ed egregi
signori, sapete perche’ non l’hanno chiesto? Perche’ alcune delle vostre
personalita’ in vista sono condizionate nelle loro azioni dalle forze
nascoste che hanno distorto l’immagine dell’Irak che avete ricevuto.
Queste forze hanno preparato per anni le basi atte a facilitare
l’aggressione all’Irak sin dall’inizio. Percio’ nessuno ha domandato ai
governanti americani per esempio questo: come mai nessun iracheno aveva
partecipato ai fatti dell’undici Settembre? E se la partecipazione di
individui ad attacchi ad obiettivi americani non viene considerata prova
del coinvolgimento di stati con tali fatti, perche’ allora accusate dei
cosiddetti rapporti col terrorismo uno stato come l’Irak, il cui sistema
politico e’ noto? Come potete accettare questa accusa come una delle
sole due, sulla base delle quali e’ stata lanciata un’aggressione contro
il popolo dell’Irak che ha distrutto i suoi averi e le sue conquiste ed
ha assoggettato le vite dei suoi cittadini a quotidiane e dirette
minacce?
Sapete, gentili signore ed
egregi signori, che un paio di settimane dopo il mio arresto chiesi a
uno dei funzionari americani con cui stavo parlando su cosa fossero
basate tali false accuse? Quanto alle armi di distruzione di massa, la
sua risposta fu questa: “non avevamo niente che confermasse quanto
dicevate”. E quanto ai legami col terrorismo, mi disse che le accuse
erano basate “sul fatto che voi, Saddam Hussein, non avete mandato a
Bush un telegramma di condoglianze per l’undici Settembre”.
A cio’ sorrisi amaramente e gli
dissi: “Circa la vostra affermazione che non avevate conferma di cio’
che dicevamo, sembra che i vostri funzionari mentano, e immaginano che
anche quelli del resto del mondo non dicano la verita’, o che non ve la
dicano molti di quelli che hanno rapporti con voi ne’ quando sono contro
la vostra politica ne’ quando sono a favore di essa. E il fatto che
nessuno al mondo dica all’America ‘questo e’ un errore’ oppure
‘questo e’ inaccettaile’ e’ molto pericoloso non solo per i
popoli del mondo, ma per la stessa America”.
“E proprio nel momento in cui
gli aerei americani bombardavano l’Irak e lo distruggevano, uccidendo i
suoi cittadini - donne e bambini compresi - senza alcuna ragione, e il
vostro embargo vietava persino l’importazione delle matite per le scuole
elementari, perche’ mai Saddam Hussein avrebbe dovuto mandare un
telegramma di condoglianze al presidente di uno stato i cui emissarii
commettevano tali crimini, ammenoche’ non fosse per ipocrisia e per
debolezza? Se non l’ho mandato e’ perche’ non sono un ipocrita ne’ un
debole. Ma ne ho fatto mandare uno, a nome del governo, dal camerata
Tariq Aziz vice primo ministro al nostro amico Ramsay Clark e per suo
tramite alle famiglie in lutto”.
Sono le grandi nazioni cosi’ in
errore da immaginare che se uno non manda una lettera di condoglianze
merita che si faccia la guerra a lui, al suo paese e al suo popolo? Da
questo potete vedere come i governanti americani hanno usato financo il
vostro sangue per la loro politica temeraria e aggressiva. Sarebbe
questa la moralita’ che un uomo o un funzionario devono avere? Nulla e’
piu’ grave dei disastri che devastano i popoli a causa di inganni, torti
e arbitrarieta’. E questa e’ proprio la malattia peggiore dei governanti
americani che hanno coinvolto gli americani in una guerra contro l’Irak.
3 - Dopo il mio arresto essi
fecero vani tentativi di minacciarmi e intimidirmi. Uno dei loro
generali dirigeva queste minacce e intimidazioni, e cerco’ di
mercanteggiare con me promettendo di lasciarmi in vita se accettavo di
firmare e leggere [alla televisione] una dichiarazione gia’ preparata
che mi mostro’. Con questa stupida dichiarazione io dovevo invitare il
popolo dell’Irak e la coraggiosa Resistenza a deporre le armi. Il mio
interlocutore mi disse che se rifiutavo il mio destino era quello di
finire sparato proprio come Mussolini. Ma come sapete, e per come mi
conoscete, rifiutai con sdegno e non volli toccare quel lurido documento
neppure con un dito. E dissi loro che se avessi potuto rivolgermi al mio
popolo gli avrei detto anzi di resistere ancora di piu’.
Dopo sette giorni, per darsi
piu’ coraggio, mandarono a parlarmi un gruppo di persone. Queste dissero
che erano di una universita’ americana e volevano avere con me un franco
scambio di idee. Accettai, e confermai loro che l’Irak non aveva nulla
di cio’ che i governanti americani dicevano, aggiungendo che consigliavo
agli americani di andarsene dall’Irak alla svelta dopo aver fatto al
popolo le loro scuse, avvertendo che in caso contrario sarebbero andati
incontro a quello che stanno affrontando ora e in cui sono impantanati,
e che le due meta’ dell’Irak li avrebbero sommersi e non avrebbero mai
potuto lasciarlo con armi e bagagli. E li sommergeranno, se Dio vuole,
perche’ il nostro popolo ha solide basi e sa il fatto suo. E il popolo
sa pure che la nostra liberazione puo’ avvenire in modo pulito e
completo soltanto con l’unita’, che la tolleranza deve essere la base
dei suoi orientamenti, e che le ferite vanno fasciate, e non gia’
riaperte.
Insomma, allora dissi loro tutto
questo, ma non hanno cambiato i loro metodi, non hanno cambiato i tasti
della loro falsita’, e bussano ancora alle porte dell’errore vece di
tentare quelle della legittimita’, anche se ormai sanno come stanno le
cose. A proposito: allego a questa lettera alcuni versi di una lunga
ode… [omissis].
4 - Non e’ ne’ ragionevole ne’
convincente che una nazione come l’America, alla quale sono state aperte
tutte le porte dei servizi segreti dell’est e molte di quelli
dell’occidente, non conoscesse la verita’ e non fosse in grado di
conoscerla. Anche se sono convinto e ritengo che molti paesi del mondo
hanno interesse nella guerra o nelle guerre in generale, gli Stati Uniti
non sono fra questi, anche se possono credere di avere questo interesse.
Le cose, infatti, stanno proprio al contrario.
L’America e’ un grosso paese al
dila’ dell’Atlantico che ha raggiunto una potenza senza paragone, e io
ritengo che ci siano li’ delle persone che immaginano di essere sulla
strada di diventare i padroni del mondo e fare del mondo un impero tutto
loro. Non hanno imparato la lezione dalla loro guerra in Vietnam?
L’occidente era solito sostenere l’idea che il comunismo mondiale e il
blocco sovietico minacciassero i suoi interessi e anche la sicurezza di
tutto l’occidente, ma nonostante tale tesi si trattava solo di una
copertura sottile. E nondimeno gli americani l’hanno usata e se ne sono
avviluppati finche’ l’eroico popolo vietnamese non li ha espulsi con la
forza.
Quanto alla loro invasione
dell’Irak, capito’ in una situazione che rese facile il primo paso dal
punto di vista della reazione della comunita’ internazionale grazie
all’equilibrio internazionale delle forze. Ma e’ anche una situazione
che potrebbe rendere questa invasione piu’ costosa della guerra del
Vietnam, e questo perche’ quando l’America fu cacciata dal Vietnam non
perse la stima della gente, o possiamo dire che la perse solo in piccola
parte. Ma una volta espulsa e sconfitta in Irak avra’ perso la base
fondamentale della stima generale.
L’America, infatti, ha gia’
perso i fondamenti di questa stima, e la sua reputazione ha cominciato a
declinare. Essa non e’ piu’ in grado di brandire il grosso bastone che
prima minacciava di usare, e si trattava piu’ di minacce di usare la
forza che di usarla effettivamente. E voglio aggiungere che dopo la
guerra in Irak questo bastone non spaventa piu’ tanto i popoli, e
l’America e’ arrivata al punto di aver bisogno del silenzio anche dei
paesi piu’ piccoli e semplici, e cerca di ingraziarseli per farli stare
buoni nonostante i suoi crimini e le sue politiche devianti e temerarie.
Prima, parecchi paesi del mondo
facevano la corte agli Stati Uniti e il piu’ di loro, tranne pochi,
temevano le loro minacce o le eludevano con discussioni difensive. Ma
ormai Mao Tze Tung (di santa memoria) ride nella sua tomba, perche’ la
sua predizione sull’America - una tigre di carta - si e’ avverata. E
questo grazie ai voleri dell’Onnipotente e di quelli dei suoi agenti in
terra, come gli eroici Mujahiddin del glorioso, virtuoso, militante Irak
della guerra santa. Dio benedica l’eroico popolo iracheno, e Dio
benedica la guerra santa e i Mujahiddin!
Gentili signore ed egregi
signori dei popoli d’America, sono finiti i tempi in cui i piu’ grossi e
i meglio equipaggiati eserciti potevano scompigliare le formazioni degli
eserciti avversari e affrettare la fine della guerra. Vedete ora il
coraggioso esercito nostro, il nostro popolo eroico, e i nostri
Mujahiddin sostituire il sistema delle formazioni organizzate con un
nuovo tipo di guerra. E quando gli americani diventano sul terreno
bersagli dei rivoluzionari, che li attaccano sotto forma di bombe umane
senza nient’altro che i loro corpi ripieni della fede in Dio, la
superiorita’ americana si logora prima del previsto, e quanto prima
questa superiorita’ diventera’ un peso al quale sara’ difficile
sottrarsi.
E allora, ascoltera’ l’America
la voce della razionalita’ e della logica che le suggerisce di
conservare cio’ che ancora le resta, oppure Satana l’ingannatore e i
partigiani del sionismo colmi d’odio continueranno a spingere avanti gli
americani fino a farli ingoiare dalle onde e sprofondare in fondo al
mare? Chi mai, dopo tutto, ha incaricato il governo americano di fare il
poliziotto del mondo, di modellare il mondo secondo i suoi gusti, e di
impartire ordini alle nazioni della terra?
Saddam Hussein, signore e
signori, e’ un onorato patriota e un uomo onesto, un uomo di stato
deciso a far osservare la legge; giusto, ma benevolo, che ama il suo
popolo e la sua nazione. Egli e’ schietto e leale, non fa il doppio
gioco e non inganna. Dice la verita’ anche contro se’ stesso. Piacciono
queste caratteristiche ai tiranni come Bush? Se egli fosse una persona
come de Gaulle, o anche come Reagan, forse le capirebbe, o almeno non
le aborrirebbe. Ma voglio dirvi, stimatissimi signore e signori, che il
vostro paese scoprira’ di piu’: scoprira’ che ha perso la sua
reputazione e la stima della gente. E l’americano che girava il mondo
rispettato, sicuro e bene accolto dovunque, ora non puo’ fare un passo
fuori dall’America senza portarsi appresso un cercamine, e il
Dipartimento di Stato emette continui avvisi sulle zone del mondo
pericolose per la vita degli americani.
Questa atmosfera di odio
antiamericano nel mondo l’hanno creata i governanti americani col loro
comportamento arrogante, il loro atteggiamento altezzoso e aggressivo,
il loro disprezzo per le leggi internazionali e per la sicurezza del
mondo (compresa quella della mia nazione araba, con l’appoggio che danno
ai sionisti nella Palestina), oltre ad altri problemi umani e mondiali.
Oggi siete in una brutta
situazione col mondo, e nessuno puo’ tirarvene fuori tranne voi stessi.
Se vi correggerete, si aprira’ per il mondo e per voi stessi una nuova
opportunita’. Ma se non fate attenzione… sono fatti vostri. Cio’ di cui
voi avete bisogno per la vostra sicurezza e’ una competizione mondiale
libera e franca, e la pace.
Gli anni dopo il diciottesimo
secolo erano gia’ trascorsi da tempo quando gli invasori sono tornati in
Medio Oriente a risvegliare memorie di cose cui esso aveva dato vita e
che aveva suscitato. Il Medio Oriente, e la terra araba in particolare,
e’ stata la culla dei profeti e dei messaggeri di Dio. La terra dove i
profeti sono sepolti nelle loro tombe e’ forse ora anche la casa dei
diavoli e dei loro miraggi, ossia dei maligni invasori?
Abbiamo creduto, e la nostra
fede era fatta apposta per noi.
Poi vennero i sionisti,
guidati da un demonio.
Ci hanno assalito come
invasori, ingiustamente.
Non hanno fermato la loro
avanzata ne’ si sono arrestati.
Il loro diabolico protettore
ha preparato il loro piano.
Ma noi abbiamo per protettore
Dio misericordioso.
Popolo dell’America: nonostante
i crimini che il vostro governo ha commesso contro di noi, contro la
nostra nazione araba e contro l’umanita’, il popolo dell’Irak (e intendo
dire gli iracheni veri, non quelli a doppia faccia che preferiscono
servire gli stranieri invece della loro gente), il libero popolo
dell’Irak, anche nelle circostanze presenti non ha a cuore solo il
destino suo, ma anche quello altrui, quando e’ possibile trovare una
soluzione per un problema doloroso.
Su questa base dissi gia’ ad
alcuni americani, nella mia prigione: perche’ non vi accordate con la
Resistenza per designare un paese che abbia veste legale e autorita’ cui
la Resistenza possa consegnare i prigionieri americani catturati invece
di giustiziarli, come si dice che avvenga? Infatti, fino a che punto la
Resistenza faccia questo non e’ noto, ma la gente obiettiva sa bene che
l’America non si attiene nelle sue attivita’ in Irak alle leggi
internazionali, comprese le Convenzioni di Ginevra riguardanti i
prigionieri di guerra e i carcerati. La Resistenza non ha in Irak alcun
posto sicuro ove tenere i suoi prigionieri, cosicche’, sia che l’unica
responsabile di cio’ sia la Resistenza, o che lo siano terzi che con
essa non hanno rapporti, resta il fatto che essa non ha un posto sicuro
ove tenere i prigionieri.
Pertanto, onde assolvere le
esigenze umanitarie ed eliminare giustificazioni per l’uccisione di
prigionieri, faccio questa proposta - e con la migliore delle intenzioni
- tanto a voi che alla Resistenza e a chiunque possa riguardare. Se
l’accetterete e rispetterete le Convenzioni di Ginevra, non vi saranno
piu’ giustificazioni per chi uccide i prigionieri. Se invece il vostro
governo non l’accettera’, esso sara’ responsabile di tale rifiuto e
delle conseguenze che esso avra’ per il nostro popolo e per la nostra
eroica Resistenza derivanti dalla violazione da parte del vostro governo
delle leggi internazionali. E questo sara’ particolarmente importante se
in futuro vi sara’ un aumento di prigionieri americani, e credo proprio
che aumenteranno. O forse il vostro governo apre gli occhi sulle cose
solo quando le tocca con mano?
Egregi signore e signori: e’ ora
che il vostro governo cominci a considerare tutti i popoli come uguali
di fronte alle leggi internazionali indipendentemente dalle dimensioni
delle nazioni di cui fanno parte. Chiunque viola le leggi internazionali
con la sua politica e col comportamento del suo esercito deve
sopportarne le conseguenze lui solo. E se la sua politica non segue i
dettati delle leggi internazionali, non ha diritto di chiedere ad altri
di rispettare i diritti suoi a norma di tali leggi.
Egregi signore e signori: chi si
e’ lasciato sfuggire l’occasione di agire per cercare di evitare la
guerra, ha ancora una possibilita’ di cercare di farla cessare e di
restituire all’Irak la pace e la liberta’ secondo le scelte che il suo
popolo fara’ e senza interferenze straniere di chicchessia.
Popolo americano: non mi rivolgo
a te per debolezza o come un supplicante. Io, la mia gente, i miei
fratelli e camerati, e la mia nazione, ci rivolgiamo a te sulla base
della nostra responsabilita’ morale e umana. Vi ripeto che i vostri
governanti, e in primo luogo il vostro presidente, vi hanno mentito e vi
hanno ingannato e imbrogliato servendosi dei mezzi di informazione che
dipingevano l’Irak come incorreggibile e Saddam Hussein come un odioso
dittatore, odiato dal suo popolo e del quale esso non vedeva l’ora di
liberarsi. Alcuni di questi mezzi di informazione hanno spinto le loro
menzogne fino a dichiarare che gli iracheni avrebbero accolto gli
eserciti invasori con festeggiamenti e con le rose.
So bene che molta gente non si
ferma a sottilizzare, e che non ha ne’ il tempo ne’ la possibilita’ ne’
la voglia, quando le ammanniscono notizie false, di fare indagini per
scoprire la verita’. Tanto per fare un esempio, gli americani non hanno
avuto modo di accertare questo: come mai, se gli iracheni odiavano tanto
Saddam Hussein, costui era riuscito a sconfiggere l’Iran di Khomeini
dopo otto anni di una guerra di aggressione da lui impostaci con lo
slogan di esportare la rivoluzione cominciando dall’Irak? Americani: la
vittoria sull’Iran di Khomeini non e’ stata una faccenda breve, ma e’
venuta solo dopo otto anni di dure operazioni militari in cui sono
cadute migliaia di iracheni e centinaia di migliaia di iraniani.
E poi: se Saddam Hussein era un
dittatore, come mai nel 1980, in piena guerra, stabili’ un parlamento
con regolari elezioni quando in Irak non ce n’era uno dal 1958? Se lui e
il suo governo erano dittatoriali, come faceva a visitare scuole,
universita’, citta’ e villaggi, e passare le notti con la sua gente dopo
il calar del sole? Come poteva viaggiare e andare al fronte di notte e
di giorno e anche nelle trincee in zona di guerra fra i soldati
musulmani?
Si, gentili signore e signori,
il vostro governo vi ha proprio ingannati, e voi, o piuttosto molti di
voi, non avete avuto modo di scoprire la verita’, o da voi o attraverso
altri, perche’ la lobby sionista che ha patrocinato la guerra insieme ad
alcuni dei centri di potere vi ingannavano e vi imbrogliavano,
nascondendo ai vostri occhi la verita’ vera e sostituendo ai fatti
informazioni falsificate e tendenziose. E una cosa ancora: se Saddam
Hussein era un dittatore odiato e disprezzato dal suo popolo, come mai
questo lo ha sopportato e perche’ lo ha scelto come Presidente con un
referendum?
Popolo d’America: le disgrazie
che vi hanno colpito (compreso il crollo della stima e reputazione
dell’America) e hanno colpito la nostra nazione araba e il nostro popolo
eroico, sono stati unicamente causati dal temerario comportamento del
vostro governo e dalla pressione del sionismo e dei centri di potere,
che lo hanno influenzato spingendolo a commettere quei crimini e quelle
azioni scandalose per precisi motivi che nulla hanno a che vedere con
l’interesse del popolo americano. Dei massacri, e del sangue che sta
scorrendo a torrenti nelle strade e nelle campagne irachene, la
responsabile prima di chiunque altro e’ l’America.
Voi sapete, o forse avete adesso
cominciato a capire, che ne’ i tirapiedi che le forze armate americane
si sono portati appresso sui loro aerei o sui loro carri armati come
vergognoso regalo, ne’ l’Iran, che ha spinto e continua a spingere
avanti quelli che li appoggiano e chi essi appoggiano, avrebbero potuto
condurre allo spargimento di sangue e alla distruzione dell’onore e
delle proprieta’ del nostro popolo e del nostro stato se l’America non
avesse intrapreso l’aggressione e l’invasione e dato gli ordini
relativi; e nella cosiddetta Zona Verde essa li da’ tuttora. Percio’,
chi porta il peso di tutti questi crimini e di queste violenze e’
l’America. Allora: volete voi far cessare quello che sta succedendo
usando i metodi della verita’ diretta senza digressioni ed evasioni, o
volete che la macchina della morte continui a mietere iracheni e
americani senza fare nulla per risolvere il problema?
Questa e’ la vostra
responsabilita’ di fronte alla Storia, gentili signore e signori. Se vi
ravvederete, potrete salvare quel che resta della stima e della
reputazione dell’America e dei suoi interessi; se non farete nulla,
vorra’ dire che sarete restati in silenzio al cospetto del male: “Oh
Signore, concedici la perseveranza e fa’ che moriamo da musulmani”.
[Corano, 7:126].
Popolo americano: le guerre che
il vostro governo promuove nel mondo, fra le quali quella dell’Irak,
sotto la spinta di certi centri di potere che conoscete meglio di me,
non fanno l’interesse del popolo americano. Voi sapete meglio di
chiunque altro quanto sangue avere pagato per liberarvi dal colonialismo
inglese, e dopo di cio’ come gli Stati Uniti si sono unificati e quanto
altro sangue cio’ sia costato. E dunque, signore e signori, come potete
accettare questa stonatura che degrada piu’ l’America di quanto non
degradi l’Irak? Come potete accettare, non solo l’invasione, ma di
infangarvi nelle faccende interne dell’Irak? Una terra di profeti, di
messaggeri e di figure rette; Baghdad, la quarta citta’ santa della
terra araba (dopo la Mecca, Medina e Gerusalemme), sotto gli occhi di
tutto il mondo islamico e di tutta la nazione araba. Come potete pensare
che l’Irak possa accettare di nuovo un governo coloniale, anche se
questo arriva ora sotto altro nome e con altri slogans? Salvate il
vostro paese, e lasciate l’Irak!
Pace.
“Dio e’ grande”.
firmato:
Saddam Hussein,
Presidente della Repubblica
dell’Irak e Comandante in Capo delle Forze Armate Mujahid.
7 di Luglio 2006.
N.B.: allegata alla lettera era una scelta di liriche di Saddam Hussein
riguardante la patria, l’invasione, e la lotta di liberazione.
http://www.albasrah.net/pages/mod.php?mod=art&lapage=../en_articles_2006/0706/president-saddam_190706.htm
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